Out of the ghetto Night: Italia e Londra insieme per fare la differenza

Voci dalle diverse provenienze a parlare una sola lingua, trasmettere lo stesso messaggio. Londra chiama Italia e forse ancor di più, questa volta, è l’Italia a chiamare Londra. Un evento ad unire le volontà di chi non vuole che cali il silenzio su certe realtà. Si chiama Fuori dal Ghetto, Out of the Ghetto Night ed il 14 novembre vedrà la Londra italiana, ma non solo, schierarsi contro la schiavitù dei nostri giorni.


Il suono di sottofondo è quello dei viaggi. Viaggi di barconi pieni di immigrati alla ricerca di un’alternativa chiamata libertà. Il messaggio è quello della speranza e si, della solidarietà. L’intento è quello di lottare contro ingiustizie che si compiono a casa nostra ma hanno un eco grande quanto il mondo.

raccolta di pomodori organicipomodoriarrivo dai casolari

L’Italia è tra i primi produttori di pomodori, frutti saporiti nati da terre baciate dal sole, le terre del nostro Sud. Quei pomodori che contribuiscono ampiamente all’economia di certi settori, sono quelli che finiscono sulle tavole di mezzo mondo sotto forma di passate e salse varie ma che nascondono una bugia. Si chiama caporalato ed è la nuova forma di schiavitù dei nostri giorni, una schiavitù che si perpetra nelle nostre terre più belle. Ogni anno infatti, migranti da molti parti del mondo, ma principalmente africani, si riversano sulle nostre coste. Hanno sentito dire che in Italia si può lavorare, e chi lo sa, con un pò di fortuna mettere da parte dei soldi da mandare a casa e magari un giorno vivere tranquilli. Raggiungono varie regioni come Puglia, Calabria e Basilicata ma poi si ritrovano a vivere in tuguri senza acqua ed elettricità, pronti presto al mattino a salire sui camioncini dei caporali che come bestie li caricano su per portarli a lavorare nei campi. D’estate la raccolta dei pomodori è un business grande per i caporali che hanno bisogno di braccia, tante braccia. Il guadagno medio per un cassone da 300Kg di pomodori raccolti è di 3,50 euro e i più forti al massimo possono ad arrivare ad una dozzina al giorno. Calata la sera, si torna a “casa” dove ad attenderli c’è solo abbandono, ma la stanchezza forse prende presto la meglio. D’inverno poi, ricomincia il pellegrinaggio e così centinaia di questi uomini migrano verso il nord dello stivale alla ricerca di un altro lavoro, chi lo sa, magari questa volta saranno più fortunati. Almeno fino alla prossima estate quando, spesso, per molti, il copione si ripete.

Queste realtà non sono nate ieri ma da qualche anno qualcuno finalmente comincia a ribellarsi e lentamente la catena della solidarietà ha inizio. Organizzazioni come l’Osservatorio Migranti Basilicata insieme ad associazioni presenti sul territorio per esempio, da qualche anno hanno iniziato un percorso per aiutare e supportare gli immigrati intrappolati in questa situazione, per rendere più semplice la loro integrazione e renderli più consapevoli dei loro diritti. Tra queste associazioni nel cuore della Basilicata più bella, in un villaggio conosciuto con il nome di Boreano di cui le cronache hanno già parlato, c’è Fuori dal Ghetto, un collettivo di volontari che ogni estate, ma non solo, si riunisce, discute, pianifica e mette in atto azioni per migliorare le condizioni di vita degli immigrati. Opere di pulizia, bonificazione, sostegno, che diventano occasione di incontro tra due mondi diversi in una sola terra. E allora ecco che l’anno scorso, una vecchia chiesa abbandonata diventava una scuola dove i ragazzi del collettivo insegnano l’italiano a questi ragazzoni che, anche dopo una giornata nei campi, sono ben felici di poter imparare qualcosa che li faccia sentire più vicini alla terra “ospite”.

italia africa scuola imparare l'italianoprima della lezione di italiano

La scuola è un po’ il centro dove si pianificano le attività, ma poi ci sono altri servizi. Ad esempio, si cerca di rendere i ragazzi più consapevoli dei loro diritti, sia legali che civili e poi si organizzano attività ricreative allo scopo di raccogliere fondi e favorire l’integrazione, così feste, mercatini e concerti per trasformare un’emergenza in un’occasione di crescita, qualcosa di buono.

Ma la strada è lunga, il cammino difficile e le risorse poche. Ma perché Fuori dal Ghetto dovrebbe arrivare oltremanica e diventare Out of the Ghetto?

Se l’Italia è tra i maggiori produttori di pomodori nel mondo, indovinate chi è il primo Paese importatore in Europa? Esattamente, è il Regno Unito. Così quello che succede è che i pomodori raccolti nei campi del Sud dello stivale, arrivano direttamente sugli scaffali dei nostri supermercati preferiti: Tesco, Waitrose, Sainsbury, Morrison ed ecco che il problema del caporalato non rimane nei confini di una regione o di una nazione ma è un problema di tutti noi.
Il prossimo 14 novembre, nel cuore di Hackney al Look Mum No hands, ci sarà la seconda edizione di “Out of The Ghetto Night, an event to break the silence”. Musica live dalle voci di Barbara Reggio e Craig Carri mentre, per il secondo anno consecutivo, ad incantarci con i suoni del Mediterraneo saranno i Terra Viva. Non solo musica ma anche poesia con la performance di Angry Sam.
Una mostra con le foto scattate da Tiziano Doria, ci racconterà la realtà di Boreano e di Fuori dal Ghetto mentre, a presentare la serata e ad intrattenerci, anche quest’anno sarà la splendida Flavia Bertram, performer teatrale dalla sensibilità gentile.
Cinque sono i pound da pagare alla porta. Cinque pound per fare la differenza, migliorare le condizioni di vita dei ragazzi impegnati nella raccolta dei pomodori, investirli in attività che vadano contro il caporalato, contribuire alla lotta contro un male che minaccia quella che potrebbe essere un’occasione di integrazione, scambio, crescita e getta la sua ombra sui campi delle nostre campagne più belle. Out of the Ghetto Night, è un’occasione per dimostrare ancora una volta, che siamo tutti cittadini dello stesso mondo e che, con un piccolo sforzo individuale, ma insieme, possiamo rendere il mondo un posto meno ingiusto.

 

Info: Out of the ghetto Blog

Twitter: @OutOfTheGhetto

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