Un italiana moglie, madre ed imprenditrice: Alessia Affinita ci racconta la sua Londra.

A mettere curriculum, abilità, aspirazioni ed un sorriso fatto di puro ottimismo in valigia, dodici anni fa era Alessia Affinita. Oggi donna, madre, moglie ed imprenditrice di successo a Londra, nel 2002 lasciava Roma ed un ottimo lavoro per seguire l’amore, poi diventato marito e padre dei suoi due figli, e rincorrere la possibilità di nuove sfide.

Alessia è una donna bellissima che di passione ne ha da vendere. Iniziato a lavorare sin dai tempi dell’Università in un agenzia di pubblicità, dopo una gavetta che l’ha portata a confrontarsi con diverse realtà, la sua determinazione la porta a lavorare come copywriter per lo studio McCann di Roma. Arrivata a Londra, forte delle sue esperienze e della profonda conoscenza del settore, si spaccia come Art Director e così ottiene il suo primo lavoro in un agenzia creativa. Basta parlare cinque minuti con lei per rendersi conto di aver di fronte una donna innamorata della vita che cerca di trasformare al massimo le sue energie in realtà. E allora anche oltremanica, succede che Alessia, nel frattempo diventata madre, riesce presto a farsi conoscere diventando un punto di riferimento professionale per la comunità italiana, uno dei volti degli IBA Awards, un po’ come una “Re Mida” dei giorni nostri, sembra che tutto quello che tocchi diventi oro, perché il suo è talento autentico e lei ha bisogno di esprimerlo in ogni cosa che fa. Alessia, fondatrice di un’agenzia di marketing e comunicazione di successo Idea188 e poi di una realtà dedicata a 360 gradi agli italiani The Italian Community è una di quelle italiane di Londra che non potevo farmi sfuggire l’occasione di intervistare e così, in un giorno autunnale dai primi freddi, la incontro a casa sua dove iniziamo la nostra chiacchierata con due tazze di tè bollente tra le mani.

Mi chiedo intanto come Londra fosse dodici anni fa e quale impatto abbia avuto Alessia all’arrivo.

“Se oggi non si può fare a meno di rimanere meravigliati dalla bellezza di Londra, dodici anni fa l’impatto con la città era ancora più sconcertante. Tutte le cose che vediamo adesso infatti, sono cose che possiamo più o meno trovare anche in Italia ma che prima invece erano un assoluta novità per chi, come me, arrivava qui. E poi l’atmosfera così frenetica, eccitante, la sensazione di essere su un enorme giostra e non sapere quale cavalluccio scegliere. La paura che ho avuto sin dall’inizio, era quella di non riuscire a contenere tutti gli input che ricevevo, per me che sono una creativa, tutto era motivo per nuove idee, così mi ritrovavo quasi a lottare con me stessa per contenerle. A parte questo, che poi è un aspetto che ancora oggi amo di Londra, l’inizio è stato per me soprattutto sinonimo di studio. Trasferitami con quello che poi sarebbe diventato mio marito, ho investito tutti i miei risparmi nello studio della lingua inglese di cui, avendo studiato francese a scuola, non avevo neanche le basi. So di essere partita però da una posizione privilegiata, infatti mio marito aveva ottenuto da subito un ottimo lavoro e di certo questo, ha reso il tutto molto più semplice”.

Quali sono state le difficoltà maggiori nel trasferirsi da giovani in una città così grande e piena di stimoli..

“Un po’ come credo succeda a tutti, oggi e ieri, il distacco dalla famiglia non è stata una cosa semplice. Noi italiani siamo così, passionali e attaccati al nostro nido, per cui in realtà credo che quella sia una difficoltà che rimane. La nostalgia dei propri cari forse è la cosa più difficile da superare. Detto questo i miei primi tre anni sono stati complicati nel senso che non riuscivo bene a capire come incanalare tutti gli stimoli che ricevevo, ho impiegato del tempo a capire come trasformarli in idee, l’atmosfera vibrante di Londra è qualcosa a cui non ci si abitua mai e per questo forse è così speciale”.

Alessia è una vera e propria esperta della comunità italiana di Londra e allora mi chiedo, quali sono le differenze tra prima e ora, come è cambiata Londra in 10 anni e come ci comportiamo noi che dallo stivale decidiamo di trasferirci oltremanica.

“Londra è cambiata molto e noi pure. Mi spiego. Quando sono arrivata io c’erano molti italiani ma era più un fenomeno, direi… stagionale. Durante le vacanze estive o magari nel periodo pre-natalizio si poteva notare un incremento di italiani che qui venivano magari a fare un corso di lingua oppure per qualche mese a lavorare, guadagnare qualcosa e intanto migliorare l’inglese per poi però, nella maggior parte dei casi, tornare in Italia. La città poi, negli anni ha un po’ sofferto di quella che può essere considerata una sorta di invasione da parte di persone provenienti da tanti Paesi con un grado di civilizzazione minore, per cui se una volta le strade erano pulitissime, organizzate e il traffico ordinato, ora la differenza è tangibile. Sono comunque convinta che sia un periodo transitorio e che la città riuscirà a reagire e riportare l’ordine laddove ora non sembra esserci, almeno non tanto quanto prima.

Una cosa poi che è decisamente cambiata è che il continuo incremento di presenze italiane ha portato ad un diretto aumento di professionalità per cui ormai riusciamo a coprire tutti settori della società, praticamente non esistono mestieri che non siano svolti da italiani. Dieci anni fa trovare uno psicologo italiano sarebbe stata un’impresa, ora per fortuna non è così e quindi nasce l’esigenza di organizzarci e compattarci per dare alla comunità italiana di Londra una dimensione diversa, più unita”.

Già la comunità italiana a Londra conta duemila presenza in più ogni mese e questa cosa non sfugge all’occhio attento di Alessia, da sempre imprenditrice delle sue idee. Così nasce The Italian Community, una risorsa per tutta la comunità, fatta dalla comunità. Le chiedo di cosa si tratta. 

“Vivendo a Londra, dopo anni ho capito l’importanza dell’italianità e mi sono ritrovata tante volte a cercare servizi forniti da connazionali, non so, dal dentista magari, all’istruttore di tennis, ma non sempre è facile tramite passaparola trovare subito cosa ti serve. Da li è nata l’idea di un servizio che eliminasse il passaparola, fornisse ai business presenti sul territorio la possibilità di sponsorizzarsi e contemporaneamente aiutasse gli eventuali utenti a trovare grazie solo a pochi click, il servizio di cui avessero bisogno. Attraverso questo servizio inoltre, anche gli italiani che sono residenti in Italia possono trovare facilmente dei canali attraverso i quali distribuire i loro prodotti in Uk lasciando che le risorse rimangano in Italia. The Italian Community è una business directory gratuita che ha come scopo quello di promuovere l’italianità a 360 gradi, quindi gli italiani in Uk, gli italiani in Italia e gli amanti del made by italians. Questa è un’idea, diventata brillantemente realtà, a cui tengo molto perché aiuta la comunità italiana, appunto, a compattarsi, e va contro le a volte sterili logiche esterofile”.

Come è cambiata la vita in questi dodici anni, qual’è la trasformazione che si compie nel vivere in una città come Londra…

“La mia particolare sensazione è che tutti gli italiani, più o meno, attraversino lo stesso passaggio, una sorta di curva, per cui se all’inizio quando si arriva non si fa altro che lamentarsi della presenza di “troppi” italiani, si cerchi di internazionalizzarsi, quasi si eviti il contatto con i connazionali, dopo qualche anno, ci si ritrova invece a ricercarci tra di noi, valorizzare la nostra cultura, senza per questo escludere gli altri ma anzi integrandosi. Londra come abbiamo detto è una città fenomenale e la multiculturalità è il suo plus, ma avere alle spalle una rete che ci faccia sentire protetti è un’esigenza a mio avviso inevitabile, il concetto di community è un po’ come quello di famiglia, ci si integra alla società che ci ospita, portandovi i nostri valori ma con le spalle ben coperte diciamo.

Un’altra caratteristica è l’inevitabile cambio di prospettiva che si ha dopo qualche anno rispetto a degli aspetti che all’inizio magari non sopportavamo ma che poi finiamo per apprezzare e non poterne più fare a meno, aspetti che con The Italian Community abbiamo riassunto in un video”.

Ormai non c’è giorno in cui i giornali non parlino del “fenomeno della nuova emigrazione italiana”. Ma questa emorragia di italiani che in misura sempre maggiore scelgono Londra come città da cui ripartire dipende solo dalla crisi economica che affligge il nostro Paese? E se il Regno Unito decidesse davvero di uscire dalla Comunità Europea per contenere questo flusso inarrestabile di arrivi?

“Io penso che quello a cui stiamo assistendo, sia il sintomo di un’inevitabile evoluzione sociale e culturale per cui se una volta non si sapeva cosa ci fosse fuori dai nostri confini, ora con l’evoluzione tecnologica e mediatica i giovani e non solo, sanno di poter perseguire altri scopi, sono curiosi, vogliono comprendere e sperimentare cosa può voler dire vivere all’estero, imparare una nuova lingua e vivere secondo sistemi diversi. Credo che sia una curiosità che tutti hanno ma che magari per diverse ragioni, non tutti trovano il coraggio di seguire. La crisi economica e sociale che stiamo vivendo ormai da parecchio in Italia, di certo incentiva e spinge a cercare alternative specie per quei giovani per cui al momento sembra più difficile riuscire a percorrere una strada professionale e a vedersi proiettati in un futuro e Londra sembra essere il naturale compromesso per chi non vuole andare oltreoceano.

Per quanto riguarda la possibilità di una chiusura delle frontiere da parte del Regno Unito, non penso possa mai essere ritenuta un’opzione giusta o ravvisabile ma capisco le paure di un Paese che negli ultimi anni si è visto letteralmente invaso da stranieri e comincia ad avere difficoltà ad ammortizzare le energie. Ritengo che per questa ragione possa essere giusto adottare delle misure precauzionali che però non dovrebbero mai andare a limitare le libertà delle persone. Credo inoltre che andrebbe instillato qualche dubbio a chi decide di partire, bisogna chiarire che trasferirsi in un altro Paese implica molti sacrifici e che prima di compiere un passo del genere, specie ai giorni d’oggi, bisogna avere un piano d’azione ben preciso in mente. Londra è una città eccezionale e unica nel suo genere, offre mille opportunità ma ha una competizione altissima che rischia di schiacciare chi non sa bene come muoversi. Bisogna essere modesti, mettere sulla bilancia i pro e i contro di una scelta del genere e scegliere il momento giusto per farlo”.

Cultura british vs cultura italiana.. c’è qualcosa in cui loro eccellono e che a noi manca?

“Per me la parola chiave in tutti i settori della vita o quasi, è organizzazione e in questo loro sono molto più bravi di noi, bisogna ammetterlo. E’ una cosa che si nota subito credo, basta guardare la semplicità che si ha nelle pratiche burocratiche o il sistema dei trasporti, e davvero tutti i settori possibili. Credo che l’essere strutturati, organizzati, seguire un ordine, sia quello che può permetterci di raggiungere i nostri obiettivi, aiuti ad affrontare le difficoltà nel percorso verso un traguardo e credo che questo valga anche nella vita personale”.

Chi non dovrebbe venire a Londra…

“Chi manca di determinazione, umiltà e voglia di fare. Una volta qui la competizione fa si che la strada davanti a noi non sia più dritta ma bisogna scegliere quale percorso intraprendere, qui si corre, questa è una città che va ad alta velocità e bisogna essere certi di poter seguirne il ritmo, pena il fallimento”.

Tre consigli agli italiani che stanno pensando di trasferirsi a Londra.

“Come ricordavamo prima, innanzitutto bisogna avere le idee chiare prima di partire, fare un piano d’azione, sapere cosa si vuole raggiungere e come.

Seconda cosa, è importantissimo avere un punto di riferimento, che sia un amico, piuttosto che un parente o un lavoro ad aspettarci, sconsiglierei di partire completamente allo sbaraglio.

Terzo consiglio che ritengo importantissimo è non dimenticarsi di essere italiani, continuare ad esserlo valorizzando la nostra cultura e trasmettendo i nostri principi. Noi siamo un popolo meraviglioso ma a volte lo dimentichiamo”.

1 Commento su Un italiana moglie, madre ed imprenditrice: Alessia Affinita ci racconta la sua Londra.

  1. paola micanzi // 2 dicembre 2014 a 17:33 // Rispondi

    La prima parte di questa intervista avrei potuto scriverla io, aggiungendo pero’tutto il coraggio e la determinazione con cui hai affrontato un cambiamento cosi’ profondo. Io, pero’ come madre del marito sono parte interessata perche’ se invece di partire alla ventura con un coraggio che ammiro moltissimo fosse rimasta in Italia mio figlio non sarebbe l’uomo felice che e’ ora e non ci sarebbero due splendidi bambini.Grazie Alessia.

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